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martedì, 22 maggio 2007
Faurisson e l'asino che vola

Sono rimasto molto colpito dalle reazioni legate alla mancata lezione all'Università di Teramo del negazionista Faurisson. La vicenda secondo me è stata un concentrato di comportamenti deprecabili. Personalmente il negazionismo la ritengo una vera assurdità, ma comunque avrei avuto piacere di ascoltare le argomentazioni di questo francese, per cercare di comprendere come possono nascere certe correnti di pensiero e se questa in particolare sia o meno alimentata dall'antisemitismo, cioè sia, come si usa dire, strumentale. Io non so su quali basi si possa fondare il negazionismo, ma mi viene da pensare ad argomentazioni tipo: la persecuzione degli ebrei va inquadrata nel contesto della seconda guerra mondiale che ha lasciato dietro di se decine di milioni di morti; la propaganda dei vincitori ha alimentato e sovradimensionato i termini di una tragedia che ha colpito uno dei tanti gruppi etnici dell'Europa. Argomentazioni che, in generale, potrebbero anche essere interessanti. Ciò che secondo me però dimostrerebbe l'assurdità del negazionsimo è rappresentato semplicemente dalle testimonianze: purtroppo per i nazisti in nessun campo di sterminio sono riusciti a far fuori TUTTI i deportati. Quella piccolissima minoranza di superstiti, attraverso le molteplici e univoche testimonianze, ha costituito la prova inoppugnabile dell'esistenza e delle dimensioni di una tragedia incredibile.

Il negazionista Faurisson comunque non doveva sicuramente parlare a dei bambini di una scuola elementare, ma a ragazzi che hanno conseguito la maturità e che dovrebbero conoscere l'olocausto (sottolineo dovrebbero). Credo che le deprecabili reazioni che hanno indotto al bavaglio nascano anche dalla paura e dalla ignoranza.
Io non so se in questa lezione era previsto un contradditorio serio (lo spero) e mi auguro veramente che dietro questa iniziativa non ci sia stata l'ombra di una certa inclinazione ideologica in chi ha organizzato l'evento. Se gli organizzatori erano animati da un atteggiamento autenticamente scientifico avrebbero meritato tutto il rispetto possibile, anche riguardo a un filone di ricerca storica che si scontra giustamente con il dovuto rispetto per l'orribile tragedia che hanno vissuto milioni di innocenti.
I bavagli e le censure mi inquietano sempre! Mi augurerei per Faurisson che le sue teorie, che oggi ad alcuni evidentemente fanno paura, siano considerate alla stregua di chi potrebbe dire 'Guarda, c'è un asino che vola!'. Chi gli presterebbe attenzione per l'assuridità?

Postato da: fenderiko a 06:56 | link | commenti
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