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domenica, 10 giugno 2007
Misoginia biblica

Mi è capitato di leggere un libro stampato a Teramo, ed in esso si parla di sacerdozio femminile: si cerca di stabilire se l'ostracismo delle donne al riguardo abbia delle origini storiche o divine. L'autore, seppur ferratissimo e del settore, ritiene di non poter dare una risposta veramente definitiva, ma conclude che "pensare alla donna-prete sia cosa completamente fantasiosa".
Riguardo al ruolo della donna, la Bibbia, che alcuni ritengono una raccolta di leggende, il 'supermercato' dei pensieri per eccellenza (vi si trova proprio di tutto!), mette in bocca al convertito per eccellenza, San Paolo, le seguenti parole (ma si sa, i convertiti spesso diventano i  sostenitori più accesi):

"La donna ascolti l'istruzione in silenzio, con piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare nè di dettar legge all'uomo, ma se ne stia in pace" (I Ti. 2, 11-15).

"Le donne nelle riunioni tacciano, perché non è stata affidata a loro la missione di parlare, perché è indecoroso che una donna parli in un'assemblea" (I Cor. 14,34)

E non venitemi a parlare di contesto storico, di estrapolazioni...

Postato da: fenderiko a 06:36 | link | commenti (1)
donna, intolleranza

martedì, 22 maggio 2007
Faurisson e l'asino che vola

Sono rimasto molto colpito dalle reazioni legate alla mancata lezione all'Università di Teramo del negazionista Faurisson. La vicenda secondo me è stata un concentrato di comportamenti deprecabili. Personalmente il negazionismo la ritengo una vera assurdità, ma comunque avrei avuto piacere di ascoltare le argomentazioni di questo francese, per cercare di comprendere come possono nascere certe correnti di pensiero e se questa in particolare sia o meno alimentata dall'antisemitismo, cioè sia, come si usa dire, strumentale. Io non so su quali basi si possa fondare il negazionismo, ma mi viene da pensare ad argomentazioni tipo: la persecuzione degli ebrei va inquadrata nel contesto della seconda guerra mondiale che ha lasciato dietro di se decine di milioni di morti; la propaganda dei vincitori ha alimentato e sovradimensionato i termini di una tragedia che ha colpito uno dei tanti gruppi etnici dell'Europa. Argomentazioni che, in generale, potrebbero anche essere interessanti. Ciò che secondo me però dimostrerebbe l'assurdità del negazionsimo è rappresentato semplicemente dalle testimonianze: purtroppo per i nazisti in nessun campo di sterminio sono riusciti a far fuori TUTTI i deportati. Quella piccolissima minoranza di superstiti, attraverso le molteplici e univoche testimonianze, ha costituito la prova inoppugnabile dell'esistenza e delle dimensioni di una tragedia incredibile.

Il negazionista Faurisson comunque non doveva sicuramente parlare a dei bambini di una scuola elementare, ma a ragazzi che hanno conseguito la maturità e che dovrebbero conoscere l'olocausto (sottolineo dovrebbero). Credo che le deprecabili reazioni che hanno indotto al bavaglio nascano anche dalla paura e dalla ignoranza.
Io non so se in questa lezione era previsto un contradditorio serio (lo spero) e mi auguro veramente che dietro questa iniziativa non ci sia stata l'ombra di una certa inclinazione ideologica in chi ha organizzato l'evento. Se gli organizzatori erano animati da un atteggiamento autenticamente scientifico avrebbero meritato tutto il rispetto possibile, anche riguardo a un filone di ricerca storica che si scontra giustamente con il dovuto rispetto per l'orribile tragedia che hanno vissuto milioni di innocenti.
I bavagli e le censure mi inquietano sempre! Mi augurerei per Faurisson che le sue teorie, che oggi ad alcuni evidentemente fanno paura, siano considerate alla stregua di chi potrebbe dire 'Guarda, c'è un asino che vola!'. Chi gli presterebbe attenzione per l'assuridità?

Postato da: fenderiko a 06:56 | link | commenti
intolleranza